Gabriele Scotto: Per il credente la Sindone raffigura il corpo ed il volto del Cristo deposto

Lo scorso 21 giugno, presso la Congrega dei Turchini in via M. Scotti si è tenuto un convegno – dibattito sulla Sindone di Torino organizzato dal priore Domenico Lubrano Lavadera e dai confratelli della Congrega. L’argomento, certamente non facile e sufficientemente intrigante, ha attirato un folto e qualificato pubblico (presenti anche gli assessori Antonio Carannante, Nico Granito e Giovanni Villani) che ha seguito con interesse e senza dar segni di noia le articolate e approfondite esposizioni dei relatori. Ciò a dimostrazione che la “cultura”, quando è fatta bene e con passione, riesce non solo ad interessare, ma anche ad incuriosire e perfino a divertire. E la Congrega dei Turchini, da anni attenta ai fenomeni culturali e di costume, non poteva mancare all’appuntamento con l’ostensione torinese della famosa reliquia. Sotto l’abile ed attenta regia del giornalista Ermanno Corsi gli interventi si sono susseguiti con ritmo incalzante e le due ore abbondanti sono trascorse lievi. Anzi qualcuno alla fine si è chiesto come mai il dibattito fosse terminato così presto. Senza dubbio ha avuto il suo merito in questo l’alternanza di brani musicali nel corso della discussione. Sempre incisiva ed accattivante la voce del soprano Graziella Scotto di Vettimo che, sotto la direzione del maestro Marisa Puglia, si è esibita in alcune arie dello “Stabat mater” di Pergolesi accompagnata dal coro “Prochitars”. L’ambiente, l’argomento della discussione, il raccoglimento del pubblico hanno reso l’atmosfera altamente suggestiva e carica di pathos. Il primo a prendere la parola è stato il dott. Giacomo Retaggio che, leggendo un breve brano del vangelo di Marco inerente la crocefissione prima in greco, poi in latino e successivamente in italiano, ha dato il via all’illustrazione della tecnica e delle modalità di questo supplizio nonché delle cause di morte di un soggetto crocifisso. Esposizione, la sua, dettagliata e scientificamente approfondita che ha trasmesso all’uditorio la consapevolezza delle sofferenze immani patite dall’uomo- Cristo. Ha fatto seguito la parola del priore emerito Gabriele Scotto di Perta che, appassionato da anni di studi sindonici, ha esposto le varie peripezie subite nei secoli dalla Sindone, concluso affermando: «Ben venga la risposta della scienza, qualunque essa sia, ma il credente nel suo intimo ha già deciso da tempo: la Sindone raffigura veramente il corpo ed il volto del Cristo deposto».  Dopo l’intervento di Paola Pisano, docente ed esperta di fotografia, teso a valutare, alla luce della tecnica fotografica, l’espressione del volto sindonico, si è inserito don Lello Ponticelli che ha detto non esservi alcun dualismo tra fede e ragione. Anzi, ha concluso, una razionalità non sostenuta dalla fede, qualunque essa sia, “vuol volar senz’ali”. Nel complesso una bellissima ed interessantissima serata.

(Foto di Marco Puglia)

Settimana di Pasqua a Procida

web3CONGREGAZIONE DELL’IMMACOLATA DEI TURCHINI –PROCIDA-
SETTIMANA DI SPIRITUALITA’  2015

Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito Lc 24, 46

Egli, che era senza peccato, accettò la passione per noi peccatori e, consegnandosi a un’ingiusta condanna,portò il peso dei nostri peccati. Con la sua morte lavò le nostre colpe e con la sua risurrezione ci acquistò la salvezza.
Dalla Liturgia

PROGRAMMA

 VENERDI 27 Marzo Commemorazione dei dolori di Maria
Ore 18 Recita del S. Rosario
Ore 18:30 S. Messa con meditazione e canto dello “Stabat Mater” e vestizione delle consorelle

SABATO 28 Marzo
Ore 18 Recita del Rosario
Ore 18:30 S. Messa festiva della Domenica delle Palme con la lettura della “Passione”

LUNEDI SANTO 30 Marzo
Ore 18:30 Recita del S. Rosario – ore 19:00 S. Messa

MARTEDI SANTO 31 Marzo
Ore 18:30 Recita del S. Rosario – ore 19:00 S. Messa

MERCOLEDI SANTO 1 Aprile
Ore 18:30 Recita del S. Rosario – ore 19:00 S. Messa con il canto del “Miserere”

VENERDI SANTO 3 Aprile: Celebrazione della Passione del Signore
Ore 05:30 Veglia di preghiera con l’Ufficio delle Letture
segue corteo del Cristo Morto e dell’Addolorata verso l’Abbazia di S. Michele

Ore 07:30 Processione del Cristo Morto e dei Misteri per le seguenti strade: Terra Murata, Piazza dei Martiri, Via S. Rocco, Via M. Scotti, Via Vittorio Emanuele, Piazza della Repubblica, Via Vittorio Emanuele, via Roma, Via P. Umberto, Terra Murata

Ore 20 Via Crucis con le sacre immagini del Cristo Morto e dell’Addolorata; partenza da Terra Murata, attraverso via Salita Castello, Piazza dei Martiri, Via P. Umberto, Via Vittorio Emanuele, Piazza della Repubblica, Via M. Scotti; conclusione nella Congrega dei Turchini.
Si invitano le persone ad accodarsi in preghiera al corteo o presso le varie stazioni

DOMENICA 5 APRILE SOLENNITA’ DELLA RISURREZIONE DEL SIGNORE

 Ore 11:15 Santa Messa solenne della Risurrezione
Tutti i giorni della settimana di spiritualità sarà possibile celebrare il Sacramento della Riconciliazione dalle ore 17.30

 

Il Priore                                                                                                                                Il Padre Spirituale

Lubrano Lavadera Domenico                                                                                           Sac. Marco Meglio

NOVENA DELL’IMMACOLATA 2014

immacolata-concezione-5-480x230Santa Maria delle Grazie e San Leonardo
CONGREGAZIONE DELL’IMMACOLATA DEI TURCHINI

NOVENA DELL’IMMACOLATA 2014

PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI

Sabato 29 Novembre inizio della Novena
Ore 17.45 S. Rosario
Ore 18.30 S. Messa con meditazione
(non si celebra in S. Leonardo)

 

Domenica 30 Novembre
Ore 17.45 S. Rosario – Ore 18.30 Canto del Vespro
La S. Messa si celebra in S. Maria delle Grazie
Da Lunedì 1 a Venerdì 5 Dicembre
Ore 17.45 S. Rosario – Ore 18.30 S. Messa con meditazione

Sabato 6 Dicembre
Ore 17.45 S. Rosario
Ore 18.30 Adorazione Eucaristica e Benedizione
La S. Messa si celebra in S. Leonardo
Domenica 7 Dicembre ore 17.45 S. Rosario
Ore 18.30 Canto del Vespro
La S. Messa si celebra in S. Maria delle Grazie
Lunedì 8 Dicembre
SOLENNITÁ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BVM
Ore 17.45 S. Rosario – Canto delle Litanie
Ore 18.30 S. Messa Solenne con il Rito della Vestizione dei nuovi Confratelli
(non si celebra in S. Maria delle Grazie)

IL PRIORE IL PADRE SPIRITUALE

Domenico Lubrano Lavadera don Marco Meglio

La Congregazione dell’Immacolata Concezione dei Turchini

Pisanello,_medaglia_d'inigo_d'avalos,_recto+1In un verbale della santa visita fatta eseguire dal Card. Innico d’Avalos, Abate accomandatario dell’Abbazia di San Michele Arcangelo di Procida, nel lontano 1593, si legge che nell’Abbazia, presso l’ultimo altare della navata sinistra, dedicato all’Immacolata Concezione, operava una Confraternita retta da quattro “Maestri”. Questa Confraternita sarebbe stata intitolata per l’appunto all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Morto il Card. D’Aragona, artefice della ristrutturazione del Borgo della “Terra” e dell’Abbazia di San Michele Arcangelo, nonché fautore della costruzione delle Mura di difesa del Borgo che, da allora, fu chiamato “Terra Murata”, il suo successore Card. Roberto Bellarmino si trovò a trattare, a motivo di una Bolla Pontificia del Papa Clemente VIII, il passaggio della “Commenda” dell’Abbazia dagli Abati nominati dalla Santa

Sede, agli Arcivescovi di Napoli che, assunsero anche il titolo di Abati di Procida.
Il primo Arcivescovo di Napoli che divenne Abate di Procida fu il Card. Gesualdo che nel 1601 fece eseguire una santa visita, dalla quale risulta che una Bolla del Card. Alessandro Farnese del 16 Febbraio 1588 sancisce la nascita di una Congregazione dell’Immacolata Concezione aggregata, sempre in virtù della suddetta Bolla, alla “Compagnia della Concezione”, esistente a Roma presso la Chiesa di San Lorenzo in Damasco.

Ancora da una santa visita fatta eseguire nel 1629 dal Card. Francesco Buoncompagno si rileva l’esistenza di una “Congregazione di Maestri sine Saccis” ovvero “senza saio” esistente nella cappella dell’Immacolata Concezione eretta con l’assenso del Card. Buoncompagno.
In altre visite, come in quella del Card. Ascanio Filomarino eseguita nel 1646, si riporta l’esistenza di due Congregazioni. Nelle sante visite successive non si parla più di Congregazione ubicata nella Cappella dell’Immacolata, ma solamente della Cappella stessa.

L’opinione di Sergio Zazzera espressa nel volumetto “Confraternite dell’Isola di Procida” è che, in effetti, non sono mai esistite due aggregazioni laicali portanti lo stesso nome ed aventi le stesse finalità, ma che una sola sia nata e si sia trasformata nel tempo cambiando anche la propria sede.

A questo punto, pertanto, riteniamo necessario introdurre nel cammino storico ed evolutivo della Congregazione dell’Immacolata, un documento fondamentale: lo Statuto del Pio Sodalizio con i suoi “Capitoli e Regole”. La copia originale dello stesso, conservato nell’archivio della Congregazione, fu riveduto e trascritto per volere di S. Maestà Carlo III di Borbone, Re delle due Sicilie, e ratificato il 18 Agosto 1759.

Dallo Statuto si evince quanto segue: “Il 16 del mese di Maggio dell’anno 1627, fu eretta in Procida, presso l’Abbazia di San Michele Arcangelo, la Congregazione de’ laici sotto l’invocazione dell’Immacolata Concezione della Beatissima Vergine e sotto la protezione delli gloriosi San Giuseppe, San Michele Arcangelo, delli Santi Ignazio e Francesco Saverio della Compagnia di Gesù e ricevette dai PP Gesuiti il suo Statuto.”.

Si può ritenere che i Gesuiti, a motivo della loro opera di evangelizzazione, girando per le contrade campane e flegree, si siano ritrovati a Procida dove si sono incontrati con alcune realtà religiose.
Ritornando alla Statuto, bisogna dire che lo stesso ebbe il primo Regio Assenso rogato dal Viceré il Duca d’Alba per conto del Sovrano Filippo IV di Spagna.

In conclusione, considerato le notizie che provengono dai documenti esaminati, si può affermare che la data di nascita della “Venerabile Congregazione dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine” sia avvenuta il 18 Febbraio del 1588, mentre le sue Regole e i suoi Capitoli (Statuto) furono dettate dai PP Gesuiti della Compagnia di Gesù il 16 Maggio del 1627.

Il fine della Congregazione è, come recita lo Statuto, <<“in primis” la diffusione della Dottrina Cristiana>>.
Verso la fine del XIX secolo, precisamente il 29 Agosto 1892, la Congregazione visse uno dei momenti più importanti della sua vita e della sua storia. Quel giorno, con una grande processione, “i fratelli Turchini” lasciarono l’antica sede di Terra Murata per trasferirsi nella nuova Chiesa di San Tommaso d’Aquino, ubicata al centro dell’isola. Le vicende burocratiche legate al trasferimento dall’Abbazia alla nuova Chiesa furono artificiose e complesse per alcune motivazioni non difficili da comprendere. Primo ad opporsi fu il Curato di San Michele Arcangelo che vedeva, in questo evento, un notevole indebolimento dell’organizzazione abbaziale.

Poi ci fu una forte opposizione interna capeggiata da 39 Confratelli supportati da alcuni preti ed, infine, le complesse istanze burocratiche che prevedevano autorizzazioni sia canoniche che civili, ratificate alla fine dall’Arcivescovo diocesano e da S. Maestà il Re d’Italia.
Mentre imperversava la diatriba sulla vicenda del trasferimento, il Priore Tommaso Scotto di Carlo, previo consenso della Consulta dei Confratelli, procedeva all’acquisto della nuova Chiesa che avvenne con rogito “ per Notar Michele Schiavo di Procida”, il 1 Agosto 1885.

La Chiesa, ancora in costruzione, di proprietà del Comm. Benedetto Minichini erede dell’Arcivescovo Angelo Antonio Scotti, fu ceduta alla Congregazione dell’Immacolata dei Turchini, per la “modica” cifra di £ 3.000 e con l’obbligo di intitolarla a Sant Tommaso d’Aquino, Santo di famiglia (Scotti-Minichini). Il Re d’Italia Umberto I concesse il Reale Assenso al trasferimento con decreto firmato il 12 Giugno 1892. Il 1 Giugno fu consacrato l’altare dell’Immacolata da Mons. Michele Zezza, mentre l’altare maggiore fu consacrato il 30 Giugno dello stesso anno.

La nuova Chiesa fu visitata e benedetta dal Rev. Mo Canonico Luigi Caruso delegato dell’Arcivescovo di Napoli Card. Guglielmo Sanfelice che, con proprio decreto, ne sanciva l’apertura al pubblico definendo la Chiesa come Oratorio Pubblico.
Dall’epoca dell’insediamento nella nuova Sede, e fino a tutt’oggi, la Congregazione svolge i suoi compiti statutari e di culto, senza trascurare attività cultuali e culturali di ampio respiro.
Il Priore
Gabriele Scotto di Perta