I Video della Congrega dei Turchini

Il Venerdì Santo a Procida


Come di consueto durante il Venerdì Santo a Procida viene realizzata una spettacolare processione che parte da Terra Murata e termina alla Marina Grande. Partecipano moltissimi procidani che portano delle tavole raffiguranti la vita di Cristo. Queste opere prendono il nome di “misteri”. Chiude la processione la statua dell’Addolorata seguita dal Cristo Morto, quest’ultima una vera opera d’arte scolpita nel 1728 dallo scultore Carmine Lantriceni.


Venerdi Santo 2012 – Il ritorno del Cristo Morto nella chiesa di S. Tommaso d’Aquino


Il ritorno della statua lignea del Cristo Morto nella chiesa che la accoglierà per un anno fino, appunto, al prossimo Venerdì Santo. In un’atmosfera carica di spiritualità e nei suggestivi colori di Procida al tramonto, un corteo di fedeli disposti su due file inizia la processione che terminerà nella chiesa della Congrega dei Turchini in San Tommaso d’Aquino.


Procida. La statua lignea del Cristo morto


Gabriele Scotto di Perta, priore della Congrega dei Turchini, ci racconta la misteriosa storia della famosa statua lignea del Cristo morto dell’isola di Procida.


Procida. L’isola dei Misteri


Puntata speciale di Nel cuore dei giorni Arancio condotta da Fabio Bolzetta, dedicata a Procida, l’isola dei misteri. In studio Antonio Lubrano, giornalista televisivo e scrittore, originario di Procida che ha ambientato il suo ultimo romanzo “L’isola delle zie” proprio sulla sua isola nativa.
In collegamento da Procida, Vito D’Ettorre ci mostra i preparativi della famosa processione del Venerdì Santo, nota anche come la processione dei misteri, e raccoglie la testimonianza di Marco Giaquinto, di Mons. Michele Ambrosino e del sindaco Vincenzo Capezzuto.

Un commento

  1. gaetano de luca Serra Club Ud

    Grazie: è uno spettacolo, Questa registrazione è una lezione di spiritualità. Difficile da intendere, è profondamente umana. Muove tanti problemi. …la folla e immediatamente dopo gli avvisi di tromba e di tamburo: sono problema di «noi e la musica», della tecnologia della parola. …per chi vive lontano da una terra che non ha radici tanto profonde nel mare e nel tempo quali le proprie di chi vive questa processione, ed è avvolto in una tradizione che pur non è nè muta, nè è di gelida imbalsamatura, sin dai primi squilli di tromba e scoppi del tamburino vive nella rottura del silenzio la polarizzazione del bene e del male, della virtù e del vizio che sono una esperienza centrale del doveroso controllo necessario alla formazione della personalità umana, congeniale al pensiero cristiano.

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