SOS. La tromba del “Venerdì Santo” rischia di scomparire

Procida – La tromba, uno dei simboli più suggestivi della Processione del Venerdì Santo, rischia di scomparire. Da anni, infatti, sempre meno giovani scelgono di imparare a suonare questo strumento, mettendo a rischio una tradizione secolare che caratterizza l’atmosfera unica dell’evento religioso più sentito dell’isola di Arturo.

Il suono della tromba cosiddetta “naturale” accompagna da sempre il corteo religioso del Venerdì Santo, conferendogli un’aura di solennità e raccoglimento. Tuttavia, la sua esistenza è oggi minacciata dalla mancanza di un ricambio generazionale.
Suonare questo strumento richiede orecchio musicale, fiato e una tecnica specifica, abilità che si acquisiscono solo con tempo e dedizione.
Purtroppo, negli ultimi anni, sempre meno giovani si avvicinano a questa pratica, complici la difficoltà dell’apprendimento, il cambiamento nelle abitudini culturali e una scarsa consapevolezza del valore storico dello strumento.
A lanciare un grido d’allarme è il Superiore della Congrega dei Turchini, Matteo Germinario:
“La tromba è da sempre un elemento imprescindibile della nostra Processione del Venerdì Santo. Il suo suono è un richiamo alla fede e alla tradizione di Procida. Ma se non troviamo nuove leve pronte a imparare, rischiamo di perderla per sempre. È fondamentale che i giovani comprendano l’importanza di tramandare questa arte e che la comunità si attivi per sostenerli.”
Un appello accorato, che sottolinea la necessità di un intervento immediato per evitare che un pezzo di storia procidana si perda nel tempo.
Per scongiurare bisogna dunque coinvolgere le nuove generazioni, per garantire che il suono della tromba continui a risuonare nelle strade di Procida durante il Venerdì Santo, mantenendo viva una delle espressioni più autentiche della cultura dell’isola.
L’auspicio è che, attraverso un maggiore impegno della comunità, si riesca a preservare la tromba come elemento distintivo della Processione. Se non si interverrà in tempo, il rischio è che uno dei suoni più iconici della tradizione procidana si perda per sempre, privando l’isola di una delle sue espressioni culturali più profonde.
Il suono della tromba nella processione e per i procidani, non è solo musica: è memoria, identità e appartenenza. L’isola ha il dovere di custodirlo e tramandarlo alle generazioni future.
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